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La storia di Antonella, artigiana tra lana, stoffa, ferri e bulloni.

Varietà e contaminazione danno vita ad abiti, accessori e installazioni artistiche.

L’artigianato è davvero un ambiente fantastico, non solo per la varietà e qualità di prodotti che offre, ma anche per il gran numero di storie che si svolgono e intrecciano sullo sfondo. Ne ho conosciuta una nuova, che non posso non raccontarvi.

Lei è Antonella, la donna più allegra che io abbia mai incontrato, che ha fatto della sua vita un capolavoro a maglia.

Da anni ormai la seguo sui social e resto sempre esterrefatta da ciò che riesce a fare con i suoi ferri. I maglioni, quelli caldi, che ti scaldano anche l’anima e poi accessori di ogni genere, dalle borse ai cappelli, per passare poi alle collane o ai bracciali o agli anelli…e udite, udite: anche vere e proprie installazioni artistiche.

Manichini (di tutto un po’)

Manichini (di tutto un po’).

Quando ho deciso di scrivere di lei, l’ho incontrata e abbiamo parlato a lungo della sua passione, che poi è il suo mestiere, ma anche un’arte a tutti gli effetti.
Tutto ha inizio all’età di 5 anni, quando da autodidatta, sbirciando qualche rivista e rubando con gli occhi dalle signore del paese, inizia a sferruzzare per la prima volta. La passione per il lavoro a maglia scoppia senza esitazioni e da quel momento nessuno la fermerà più. A 12 anni addirittura arriva il primo lavoro su commissione, a dimostrazione del fatto che in quella bambina era nascosto un vero talento.  Gli anni passano e Antonella decide che questo sarà il suo mestiere. Nel 2004 apre un negozio di confezioni. Questo ovviamente le richiede un impegno indescrivibile, perché da sola deve gestire l’esercizio commerciale, produrre gli articoli da vendere, seguire i clienti. Tasse e burocrazia non aiutano, per cui dopo sei anni di tanto sacrificio senza però veder arrivare il salto, decide di lasciare l’attività.

Tuttavia, l’amore è amore, e lei non può rinunciare alle sue maglie. Continua a lavorare creando pezzi unici su commissione e facendo dei social la sua vetrina (quindi vi invito a visitare il suo profilo Facebook e Instagram) .

Sbirciando i suoi profili trapela quella che è la sua persona. Una donna solare, che con i suoi cappelli super colorati e i suoi maglioni dalle mille sfumature, riesce a dare luce anche al grigiore dell’inverno.

Antonella con il cappello (colore, l’inverno è già grigio di suo! | credits: Agnese Cascioli)

Antonella con il cappello (colore, l’inverno è già grigio di suo! | credits: Agnese Cascioli).

Ma anche una donna che ama la varietà, la diversità e la contaminazione. Ciò che mi ha sempre colpito è la capacità di legare insieme materiali apparentemente tanto distanti tra loro… adoro le sue collane di fettuccia o in lana con applicazioni di rame o bulloni, così come quelle fatte con pezzi di materiali riciclati, tenuti insieme da cordini colorati. A volte addirittura butta via la stoffa e si cimenta nell’utilizzo di pietre, caucciù o PVC.

“la ferramenta è la mia isola felice”, mi dice.

Insomma, qualsiasi cosa passi per le sue mani, può diventare accessorio. Nel suo “catalogo” possiamo trovare le collane, dalle forme aggrovigliate , a volte dettate dal caso, per questo uniche.

“Amo la notte, perché porta con sé un groviglio di idee,acchiapparle non ė facile,si sovrappongono,si intersecano .. però danno sempre qualche frutto!”

Collage 4 collane (commistione di materiali e forme aggrovigliate)

Collage 4 collane (commistione di materiali e forme aggrovigliate).

Oppure gli anelli, sempre dettati un po’ dalla fantasia, come la serie degli “Anelli Medusa”.

Anello medusa (un insolito solitario)

Anello medusa (un insolito solitario).

Questo amore per la diversità emerge anche nelle numerose iniziative in cui è coinvolta. Già da qualche anno, infatti, Antonella tiene corsi di maglia presso la Casa Delle Donne di Terni e all’interno di un laboratorio multietnico inserito in un progetto per favorire l’inclusione sociale. Inoltre è parte integrante di un progetto che stimo moltissimo, quello de “Le Donne Tessitrici”. Grazie alle sue lezioni, molte donne di diverse etnie hanno imparato l’arte della tessitura, fino a diventare così brave da aprire una bottega con le loro realizzazioni (vi parlerò molto presto di questa bellissima realtà).

Dato che variare è bello, perché limitarsi all’uso canonico della maglia, quando questa può assumere forme artistiche? Così nel 2012 Antonella è stata coinvolta in un progetto di arte pubblica, la “Guerriglia Knitting” o yarn bombing, una forma di graffitismo che vede l’utilizzo della maglia o dell’uncinetto al posto delle bombolette spray, al fine di rivalorizzare aree particolarmente grigie e degradate della città.  Questo le ha permesso di esporre quella che lei definisce la “Tela Ragna”, una maestosa rete realizzata a maglia, creata per essere installata come una vera e propria opera di arte pubblica: in aria, sulla facciata di un edificio, intorno al tronco di un albero. Su questo tema Antonella è tornata più volte, con alcuni interventi anche ad Amelia, la sua città, sia riproponendo la tela, ma anche presentando un altrettanto bello “Knit Garden”,  che lei intitolò “Il giardino immaginato”: un prato di margherite pensato per i giardini comunali, in ricordo di come erano un tempo, molto più verdi e fioriti.

Tela Ragna (la maestosa Tela Ragna, presso il Chiostro S. Francesco di Amelia (TR))

Tela Ragna (la maestosa Tela Ragna, presso il Chiostro S. Francesco di Amelia (TR)).

Volare con la fantasia...

Volare con la fantasia…

Cos’altro posso aggiungere, se non che io sono stata conquistata al primo sguardo? Andate a conoscerla e sono sicura che lo stesso accadrà a voi… si sa, l’allegria è contagiosa!

 
 
 
 
 
 
 
 

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