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Paesi Baschi: un viaggio nella Spagna più autentica

Bilbao, Pamplona, San Sebastian. Le tre città simbolo di questa terra, cariche di storia, tradizioni, ma anche di modernità.

È novembre, la nostalgia dell’estate inizia a farsi sentire e non si è ancora pronti per l’inverno. Il periodo è ideale per pianificare un bel viaggetto, magari fuori dall’Italia, per cambiare del tutto aria e tornare con visioni più ampie, nuovi stimoli e tanta energia. Sì, quando io e il mio compagno di avventure, nonché di vita, abbiamo deciso di pianificare un bel viaggio nei Paesi Baschi, i presupposti erano proprio questi, il tutto mischiato a un’attrazione che provavamo per questi posti, dopo aver letto molti anni fa “Fiesta”, un capolavoro di Hemingway.

Posso dirvi che se volete conoscere la Spagna più autentica, quella fatta di un folklore così radicato, che nessun fenomeno turistico può annichilire, ma che al tempo stesso sappia coniugare la modernità senza snaturarsi, quella Spagna si trova proprio nei Paesi Baschi e ora vi spiegherò perché.

Prima di ripercorrere tutte le tappe del nostro viaggio, mi raccomando non fatevi spaventare dalla lunghezza dell’articolo perchè una volta arrivati alla fine sarete dei veri cultori dei Paesi Baschi (e mi ringrazierete!). Inoltre, qualche consiglio:

  • noleggiate una macchina. Sarà difficile scovare parcheggi, quelli che troverete saranno a pagamento, i pedaggi autostradali costano, ma vi assicuro che queste terre vanno attraversate così, on the road, per immergersi totalmente in paesaggi bellissimi, fatti di boschi, montagne e pascoli, a picco sull’oceano.
  • lasciate a casa il vostro inglese e armatevi di pazienza. Come vi ho anticipato, qui c’è un forte senso di nazionalismo, che parte proprio dalla lingua: un agglomerato di consonanti, tra cui la “x” è dominante, che niente ha a che fare con lo spagnolo. Ristoranti, hotel, bar… i menù sono scritti in basco e nessuno vi parlerà inglese, al massimo spagnolo. Per ordinare affidatevi a Google, cercando lì il nome della pietanza; per farvi capire adottate uno spagnolo maccheronico, gesticolate e indicate.
  • mangiate a volontà, perché la cucina basca è qualcosa di eccezionale. A pranzo, quando sarete di corsa, pintxos in quantità: una fetta di pane, con il mondo sopra. Carne, pesce, salse, verdure, formaggio di capra, frutta secca, miele, croquetas. Ne troverete di tutti i tipi, voi provateli tutti. A cena, con calma, sedetevi nelle trattorie tipiche (più sono brutte, più mangerete bene) e assaporate le tipicità basche fatte di baccalà, merluzzo, cozze “tigri” (così chiamate perché più grandi di quelle che siamo abituati a mangiare), ma anche carne, soprattutto di agnello e ovviamente il classico jamon, il prosciutto, pregiatissimo.
Non c’è bisogno di saper scegliere, si assaggiano tutte

Non c’è bisogno di saper scegliere, si assaggiano tutte.

Il viaggio non finisce mai

Il viaggio non finisce mai.

Ora che le raccomandazioni sono state fatte, posso raccontarvi delle città che abbiamo visitato nei tre giorni che avevamo a disposizione per concentrare il tutto.

Bene, allacciate le cinture… si parte!

Bilbao, la nostra base.

Il cuore dei Paesi Baschi, capoluogo della Bizkaia (Biscaglia). Una città sorprendente, capace di coniugare tradizione e modernità, così all’avanguardia da essersi aggiudicata il titolo di città ideale in cui vivere.

Grande, ma non così tanto da non poter essere visitata in un solo giorno (noi ci siamo riusciti, ma dovete essere instancabili camminatori, pronti a percorre 25 km in un giorno solo). Tre quartieri principali: Abando, Casco Viejo, Deusto. L’ultimo è in realtà la zona fuori dal centro, ma utilissima per parcheggiare, alloggiare con soluzioni più economiche e perché distante soli 20 minuti a piedi dal quartiere Abando, il più emblematico della Bilbao moderna. Qui, infatti, si trova il Museo Guggheneim, simbolo di Bilbao, che dalla sua inaugurazione nel 1997, ha proiettato la città verso una dimensione internazionale e il suo paesaggio urbano ha cambiato notevolmente aspetto. Un edificio che è di per sé opera d’arte e che custodisce al suo interno i migliori capolavori, dall’impressionismo all’arte contemporanea, con dei pezzi forti come i tulipani e l’imponente Puppy di Jeff Koons (per tutte le informazioni sugli orari e costi della visita, sbirciate qui).

L’arte...punto!

L’arte…punto!

L’“effetto Guggenheim” ha attirato a Bilbao i più celebri architetti e designer di fama mondiale, che hanno deciso di progettare e realizzare qui i loro capolavori di arte urbana.

Infatti, se proseguite la vostra passeggiata lungo il fiume Nervión (il fiume di Bilbao), vi imbatterete in Zubi Zuri, letteralmente “ponte bianco”, ossia Il Ponte di Calatrava: una struttura di 14 metri che somiglia a un ventaglio.

Zubi zuri

Zubi zuri.

Da qui, una scalinata vi condurrà nel cuore del quartiere Abando, dove potrete perdervi tra negozi dei più grandi e celebri marchi, palazzi eleganti e locali alla moda. Gran Vía de Don Diego López de Haro è la strada dello shopping, che giunge fino a Plaza Moyùa, il vero centro del quartiere.

Se invece avete fretta di scoprire anche l’altra faccia di Bilbao, quella più storica, allora proseguite il lungo fiume e giungerete a Casco Viejo, che rievoca il passato gotico e barocco della città.

Ayuntamiento de Bilbao, il municipio.

Ayuntamiento de Bilbao, il municipio.

Qui non dovete fare altro che immergervi nelle sue Siete Calles, le sette strade principali, attorno alle quali si dirama un intreccio reticolare di stradine, viuzze e piazze di svariate dimensioni, gremite di locali, trattorie e botteghe tipiche. Le calles vi condurranno alla Cattedrale di Santiago, l’edificio più antico della città, dallo stile gotico, neogotico e barocco e tappa del Cammino di Santiago. Plaza Nueva è un altro simbolo di questo quartiere, una piazza quadrata e porticata, tipica delle città spagnole, dove si concentra un gran numero di bar. Una volta che vi siete districati da questo groviglio di viuzze, tornate sulla sponda del fiume e percorrete la Erribera Kalea che parte da plaza Arriaga, dove si può ammirare il Teatro Arriaga in stile neobarocco e ispirato all’Opera di Parigi, e che giunge fino al Mercado de la Ribera, il mercato coperto più grande d’Europa. Non solo banchi di pesce fresco, carne e verdure, ma anche sfiziosi banconi dove poter assaporare pintxos di tutti i gusti. Approfittate per un spuntino e ricaricare le forze!

I colori di Casco Viejo.

I colori di Casco Viejo.

Casco Viejo è sicuramente la zona più folkloristica della città e la sera sprigiona tutto il suo splendore, con i suoi vicoli dalle luci soffuse e affollate dalle persone del posto. Per assaporare il vero gusto della cucina basca, questo è sicuramente il quartiere più adatto. Consigliati? Bar Rotterdam (non fatevi ingannare dal nome, qui abbiamo mangiato il baccalà più buono in assoluto, il bacalao pil-pil) e Rio-Oja Restaurant, per un ottima carne, soprattutto di agnello.

Che aggiungere? Bilbao è una città travolgente e coinvolgente, fatta di opposti e capace di stupire proprio per questo. Due esperienze simpatiche da consigliarvi potrebbero essere anche la Funicolare di Artxanda, che offre l’opportunità ammirare Bilbao da un mirador situato sul Monte Arxanda e Il Ponte di Vizcaya, Bizkaiko Zubia, il primo ponte trasportatore del mondo.

Il nostro tour ora continua in una città situata a 155 km da Bilbao.

Pamplona, la città dei tori.

Autenticità, questa è la parola che meglio descrive Pamplona.

Visitandola, vi renderete conto che qui tutto ruota intorno ai festeggiamenti di San Firmino,  una delle più celebri e popolari feste religiose nel mondo, durante la quale le strade di Pamplona si riempiono di migliaia di persone, cittadini e turisti, armate di coraggio, disposte a correre davanti ai tori, dai recinti degli animali fino all’arena. Il consiglio che vi dò, per immergervi totalmente nei vicoli e nelle tradizioni di questo luogo, è quello di ripercorrere proprio la Via dei Tori.

Encierro de toros...solo per veri uomini duri.

Encierro de toros…solo per veri uomini duri.

Punto di partenza: Plaza de Toros, dove sorge l’arena e il busto di Hemingway. Da qui ci si addentratevi nel centro storico, con una bella passeggiata lungo la cosiddetta Ronda del Obispo Barbazán, che consente di scoprire una parte della cinta muraria, tra l’altro dichiarata monumento nazionale. Raggiungete quindi la cattedrale di Santa María, costruita tra il XII e il XV secolo, nella quale dietro la facciata neoclassica si cela uno dei chiostri gotici più belli d’Europa. Non perdete di vista i cartelli che riportano con le frecce la dicitura “Encierro de toros”, indicando la direzione in cui i tori corrono per raggiungere la corrida.

Da qui ogni anno si dà l’avvio ai festeggiamenti.

Da qui ogni anno si dà l’avvio ai festeggiamenti.

Le frecce vi condurranno su per la salita di Santo Domingo verso la piazza in cui sorge il palazzo del Comune, dove ogni 6 luglio alle dodici viene lanciato il razzo che dà l’avvio alle note feste in onore di San Firmino.

Da qui la corsa prosegue verso la Via Estafeta, fino alla celebre curva, postazione contesa ogni anno da tanti fotografi provenienti da tutta la Spagna, in quanto i tori tendono a scivolare lungo l’esterno della curva e da sotto lo steccato di protezione o dai balconi vengono scattate fotografie degne di nota. Dato che non siete inseguiti dai tori, vi consiglio di godervi Via Estafeta e i suoi negozi di souvenir e i locali strabordanti di tradizione, sia nell’aspetto che nelle pietanze. A questo punto, la corsa è finita e si torna al punto di partenza, dove volendo potete visitare l’arena.

Resta fuori da questo percorso, ma è una tappa irrinunciabile, Plaza Castillo: bella, elegante e scenario di grandi eventi locali. Attorno alla piazza sorgono, il Teatro Principal e il Cafè Iruña, un bar storico, meta preferita di Ernest Hemingway; il Chiostro che sorge su un lato della piazza e il Nuovo Casinò. La piazza conduce alla Pamplona più moderna, fatta di locali alla moda e vie dello shopping. Una passeggiata anche in questa zona non guasta, per una visita della città a 360°.

Plaza Castillo: ci facciamo un giro al casinò?

Plaza Castillo: ci facciamo un giro al casinò?

Giorno nuovo, città nuova… questa volta ci spostiamo a circa 100 km da Bilbao.

San Sebastian, una terrazza sull’oceano

La perla dei Paesi Baschi e del Mar Cantabrico, un vero paradiso per i surfisti e per gli amanti del mare, grazie alla sua splendida baia, La Concha, il vero simbolo della città, ma anche un gioiello per gli amanti dei centri storici.

San Sebastián, infatti, è considerata oggi una delle più vivaci ed eleganti città spagnole, romantica e pittoresca, grazie al suo stile architettonico art nouveau, che caratterizza il centro storico. La nostra visita inizia dalla Catedral del Buen Pastor, neogotica, situata al centro della città e ben visibile già in lontananza da Calle Mayor.

Catedral del Buen Pastor: imponenza ne abbiamo?

Catedral del Buen Pastor: imponenza ne abbiamo?

Questa è la via principale del centro storico e percorrendola tutta, vi condurrà fino al lungomare, uno dei più eleganti mai visti, con le sue ringhiere bianche e i palazzi raffinati. Da qui, se la giornata lo permette, accedete alla spiaggia simbolo della città, La Concha, ossia “conchiglia”. Se non è proprio la stagione adatta per un tuffo nelle acque dell’oceano, come nel mio caso, allora proseguite la vostra passeggiata fino alla Basilica di Santa Maria del Coro, la chiesa più antica di San Sebastián, affascinante, con la sua splendida facciata, decorata in stile gotico, neoclassico e churrigueresco, una particolare tipologia di barocco spagnolo, posta all’altra estremità di Calle Mayor, perfettamente opposta alla Cattedrale. Due ottimi punti di riferimento per orientarsi in mezzo a tanti vicoli e viuzze. Delle scalette, proprio a fianco alla Basilica, vi condurranno al Paseo Nuevo, una suggestiva passeggiata sospesa sul Mar Cantabrico.

Ora è giunto il momento di dirigersi verso la vera attrazione di San Sebastian (vi consiglio di andare automuniti, a piedi sarebbe una bella scarpinata). Sto parlando di Peine del Viento (pettini del vento), un’opera scultorea realizzata nel 1977 dall’artista spagnolo Eduardo Chillida per la sua città.

Peine del Viento e l’infinito all’orizzonte.

Peine del Viento e l’infinito all’orizzonte.

Si tratta di un gruppo di tre sculture, situate ai piedi del Monte Igueldo e all’estremità occidentale della baia de La Concha, realizzate in acciaio e incastonate nelle rocce della scogliera, pronte ad accogliere le onde che si infrangono su di esse. Metaforicamente riproducono l’ingresso del vento nella baia di San Sebastián, “pettinato” da queste opere d’arte. Un luogo magico, dove all’orizzonte potete scorgere l’oceano e nient’altro. Il posto ideale per il turista affamato di foto (e di selfie).

Ritornando alla base, percorrete la strada lungo la costa. Vi troverete ad attraversare paesini caratteristici abitati da pastori e pescatori. Vi consiglio anche di fare un salto all’Eremo di San Juan de Gaztelugatxe, una fortezza arroccata su un monte, circondato dall’oceano. Un luogo meraviglioso, quasi mistico, ma anche scenografico, tanto da essere stato scenario di alcune riprese di Games of Thrones. Potete scegliere se godervelo dall’alto, o avventurarvi e salire i 231 gradini che conducono all’eremo, in entrambi i casi il paesaggio è mozzafiato.

Chi di voi non ha mai pensato di trasferirsi in un eremo in mezzo all’oceano?!

Chi di voi non ha mai pensato di trasferirsi in un eremo in mezzo all’oceano?!

Stereo acceso e si va.

Stereo acceso e si va.

Il nostro tour dei Paesi Baschi volge al termine. Adesso che avete fatto scorta di tutte le informazioni necessarie, dritte e consigli, non vi resta che preparare la valigia. Una terra carica di tradizioni, storia e autenticità, ma con uno sguardo costante verso il futuro, vi aspetta. Ne resterete affascinati e stupiti, tornerete con un’idea della Spagna diversa e insolita. Buon viaggio!

#stayspilla #stayontheroad

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