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I luoghi di Roma che le guide turistiche non ti faranno conoscere

Posti insoliti della Città Eterna da non perdere. In copertina @Angelines Fernandez via flickr.

Pensare a Roma fa venire subito alla mente Colosseo, Pantheon, Bocca della Verità, via del Corso, il Tevere, il Pincio e Villa Borghese, ma esiste anche un’altra faccia della medaglia: luoghi che si perdono tra mito e leggenda, che spesso non fanno parte delle mete più gettonate dai turisti, ma a parer mio hanno un fascino particolare e vale la pena ritagliarsi del tempo per scoprirli.

Basta armarsi di scarpe comode e curiosità per tornare a casa con un bagaglio carico di luoghi insoliti da raccontare ad amici e parenti che ti chiederanno “beh, com’è Roma?”. Naturalmente la risposta è una soltanto: “bellissima! I romani gente simpatica, sagace e con la leggera tendenza a esagerare. Certo un po’ di incuria qua e là, ma se sai osservare, lascia senza fiato.”

Ordunque, da brava romana de Roma, non posso che farti da Cicerone alla scoperta dei segreti della mia amata città…

Per te che sei un romantico e sognatore, nel tuo itinerario non potranno mancare il Giardino degli Aranci e Parco degli Acquedotti.

Il primo in realtà è un nome d’arte, quello ufficiale è Parco Savello, un piccolo terrazzamento sull’Aventino, nei pressi di Circo Massimo, che prende il nome dagli alberi di arance amare che sono stati piantati al suo interno.

Molti romani lo hanno nel cuore perché dà lì si può godere di una delle viste più belle della città: dal Tevere, ai Templi del Foro Boario, a Santa Maria in Cosmedin, al Gianicolo, alla scenografica cupola di San Pietro visibile in posizione perfettamente centrale rispetto al viale principale.

Ricorda tre cose. L’ingresso è gratuito, è vietato raccogliere i frutti e devi guardare dal buco della serratura: sbirciando all’interno è possibile vedere la cupola di San Pietro incorniciata in uno spettacolare panorama. Se la passeggiata è di tipo romantico, metà della conquista è fatta!

Panorama dal Giardino degli aranci | @ Laura & Alessandro - flickr

Panorama dal Giardino degli aranci | @ Laura & Alessandro – flickr

Da lì prendi la metro A e arriva sulla Tuscolana per ammirare il meraviglioso Parco degli Acquedotti, un’oasi verde di circa 240 ettari all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica. Si trova a due passi dal traffico cittadino, ma il tempo sembra essersi fermato. È una delle mete preferite per i runner, i ciclisti, nonché per le scampagnate tra amici, per questo motivo risulta inavvicinabile in occasione di pasquetta, 25 aprile e 1 maggio. Al suo interno potrai ammirare tutta la bellezza della Storia. Nel parco si trovano infatti ben sei degli undici grandi acquedotti costruiti dai romani, di cui uno rinascimentale. Il più monumentale è l’acquedotto Claudio, bellissimo nella sua imponenza, si estende per diversi chilometri ed è anche quello meglio conservato.

Non ti resta che portare un telo per sdraiarti sull’erba, qualche panino, un pallone e naturalmente la macchina fotografica e passerai delle ore incantevoli.

Acquedotto Claudio | @ jeffergray - flickr

Acquedotto Claudio | @ jeffergray – flickr

Sei un urbanista nato e adori i posti insoliti? Segna sulla mappa il quartiere Coppedè, via Giulia, la piccola Londra, e la Casina delle Civette.

Il quartiere Coppedè, progettato dall’architetto omonimo da cui prende il nome il complesso, è un posto veramente fuori dal mondo, costruito negli anni ‘20 tra la via Salaria e la via Nomentana, è composto da 26 palazzine e 17 villini: un fantastico miscuglio di arte Liberty, Art Decò, con infiltrazioni di arte greca, gotica, barocca e medievale.

Puoi entrare nel complesso da via Dora attraverso un arco monumentale per arrivare in Piazza Mincio, la piazza principale, da cui puoi ammirare la Fontana delle Rane, costruita nel 1924, il Palazzo “del Ragno” che deve il nome alla decorazione sul portone d’ingresso – un grosso ragno, appunto – a simboleggiare l’operosità e il Villino delle Fate.

Momento “Voyager”: sembra che l’architetto Coppedè fosse un massone e che, quindi, avrebbe disseminato il quartiere di simboli esoterici a partire dal lampadario nell’ingresso simbolo del percorso iniziatico alla ricerca della luce, chiave per accedere alle verità nascoste. Sta a te scoprirli!

L’ingresso del quartiere Coppedè | @ Camillo Granchelli - flickr

L’ingresso del quartiere Coppedè | @ Camillo Granchelli – flickr

Mentre li cerchi puoi pianificare i tuoi spostamenti verso via Giulia, la strada che prende il nome da papa Giulio II della Rovere che nel 1508, assieme a Bramante, progettò la prima e la più lunga strada di Roma, circa 1 Km, a tracciato rettilineo (tanto che fu chiamata anche “via Recta”).
Sulla via sono presenti numerose chiese e luoghi d’interesse, tra cui l’Arco Farnese che è in realtà la prima arcata del Ponte di Michelangelo, struttura però mai realizzata. L’ideatore era Michelangelo appunto, e nel suo progetto doveva essere una grande opera che avrebbe congiunto palazzo Farnese con i giardini che i Farnese possedevano sull’altra sponda del Tevere (oggi meglio conosciuti come la Farnesina). Visto che stai passeggiando lungo la via fermati un attimo a osservare la Chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte eretta dalla confraternita omonima nel insieme all’oratorio annesso. Essa aveva come scopo quello di dare sepoltura ai morti trovati in campagna o annegati nel Tevere, senza identità o comunque che non potevano ricevere degne esequie. L’interno, a pianta ovale, presenta diverse opere notevoli, ma la peculiarità principale risiede nella cripta sotterranea, un tempo cimitero della confraternita dove furono inumate dal 1552 al 1896 più di 8000 salme, oggi si presenta come un ossario, dove tutto (decorazioni, sculture e lampadari) è fatto con ossa e scheletri.

Chiesa di Santa Maria dell'Orazione e Morte | @ fuorivena - flickr

Chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte | @ fuorivena – flickr

Se non pensi che la cripta della Chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte sia poi così insolita, provo a convincerti con via Bernardo Celentano, ovvero la piccola Londra di Roma. La stradina è composta da due file di villette strette, con cancelli in ferro e portoni in legno che, per colori e forme, ti catapultano in una versione in miniatura di Notting Hill,  ma con i sanpietrini a terra. Le graziose villette in stile “old england”, che si estendono per circa 200 metri, rappresentano un frammento urbanistico fuori dal tempo e risalgono al 1909, quando il sindaco di Roma era Ernesto Nathan, anglo-italiano e cosmopolita, il cui sogno era portare Roma al livello delle grandi capitali europee. Appena eletto riuscì a fare approvare un piano regolatore, sottratto alla speculazione edilizia, per cui i fabbricati non dovevano essere più alti di 24 metri e i villini non superare i 2 piani e avere piccoli cancelli di ferro. Indicazioni accolte da Quadrio Pirani, l’architetto che ha progettato la piccola Londra. Oggi ne resta un romantico scorcio testimone delle mutazioni che ha subito Roma all’inizio del 1900.

via Bernardo Celentano a Roma | @ Donato Testa - flickr

via Bernardo Celentano a Roma | @ Donato Testa – flickr

Se non sei ancora stanco e ami le atmosfere alla Harry Potter, corri a Villa Torlonia ad ammirare la Casina delle Civette. Il suo nome deriva dal fatto che le civette sono uno dei decori più ricorrenti nelle vetrate e nelle maioliche. Fino al 1938 è stata la dimora del principe Giovanni Torlonia junior, all’epoca però era conosciuta come Capanna svizzera per via del suo aspetto molto simile a quello di un rifugio alpino. L’ingresso in questo caso è a pagamento: a questo link trovi prezzi e orari di apertura http://www.museivillatorlonia.it/informazioni_pratiche/biglietti_e_audioguide

Casina delle Civette | @coce - flickr

Casina delle Civette | @ coce – flickr

Se invece non vuoi spendere e sei un appassionato di arte, posso consigliarti delle opere meravigliose da vedere gratis: la prima e la mia preferita in assoluto è il Mosè di Michelangelo a San Pietro in Vincoli, un capolavoro che ho avuto la fortuna di visitare anche nella parte retrostante, mentre nei miei trascorsi scolastici seguivo il Corso di Restauro. La scultura è pressochè perfetta, ma potrai ammirarla tu stesso con i tuoi occhi dopo aver percorso la “salita dei Borgia”, la lunga scalinata che da via Cavour porta alla chiesa. Ci sono inoltre altri “tesori” sparsi per la città come le opere di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, di cui potrai osservare Il trittico su San Matteo a San Luigi dei Francesi, vicino a Piazza Navona e a Piazza di Santa Maria del Popolo, nella chiesa omonima, altri due grandi capolavori dell’artista: la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro.

Mosè di Michelangelo | @dese - flickr

Mosè di Michelangelo | @ dese – flickr

Tutto questo camminare ti ha messo una grande fame e sete vero? E tu che segui @spilledabalia non sei certo da menù turistico o cocktail acquosi, ma ami la buona cucina e gli aperitivi “sistemati”! Il Rione Monti fa per te.

Un tempo era la cosiddetta Suburra, un intrico di viuzze, bettole e vicoli bui, oggi è uno dei luoghi più vivi di Roma: botteghe, locali esclusivi, artigianato, vinerie, gallerie d’arte… io ti consiglio di provare almeno uno di questi locali:

Urbana 47
Un ristorante che sorge accanto ad un vecchio cinema rimesso in funzione, che sposa l’amore per i film e la cultura del cibo.
Urbana 47
via Urbana, 47
tel. 06 47884006

Zia Rosetta
Il “tempio del panino” dove la rosetta viene declinata in una miriade di varianti e abbinata a gustosi formaggi e salumi, ma anche a inediti sapori vegetariani o di pesce.
Zia Rosetta
via Urbana, 54
tel. 06 31052516

The Barber shop
Da fuori diresti che sia un negozio di barbiere e invece è un mixology bar, un club privato che offre drink ricercati. Perfetto per chi ama fare le ore piccole.
Barber Shop
via Iside, 6
tel. 348 797 5289

Temakinho
Sbarcato a Roma da Milano e subito molto apprezzato dal pubblico, offre cibo giapponese con una vena di Brasile!
Temakinho
via dei Serpenti, 16
tel. 06 42016656

La Carbonara
Dal 1906 rifornisce gli amanti della famosa pasta. Tranquillo, potrai assaggiare anche altre pietanze, ma ti informo che il menù è all’insegna della tradizione romanesca.
La Carbonara
via Panisperna, 214
tel. 06 4825176

Ti ho lasciato i miei migliori consigli per vederti girare per Roma a bocca aperta, ma come si direbbe in romano

Quanno me dicono fidate, me viè sempre in mente mi madre quanno me diceva viè qua che nun te faccio gnente…

Tu fidate uguale, non te ne pentirai…fidate!

#stayspilla #forzaroma

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