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Alcune mosse infallibili per sembrare dei veri intenditori di vino

In attesa di frequentare un vero corso da sommelier ecco due dritte da usare per far credere di conoscere tutto sul vino.

Questo articolo farà storcere il naso ad alcuni, ma su Spille da Balia parliamo di vita vera, consigli che servono ogni giorno perché là fuori il mondo è duro e questo è uno di quegli argomenti caldi che bisogna affrontare prima o poi nella vita: il vino.

Non sono una grande appassionata e ho gusti da donnicciola da fragolino, quindi nessuno meglio di me poteva scrivere un mini-decalogo – assolutamente non esaustivo – per muovere i primi passi nel mondo del Dio Bacco.

Tutto è cominciato con una serie di “trucchetti” svelati dal mio compagno di vita dopo un incontro di degustazione a cui ha partecipato e piccole nozioni che ho appreso nel mio vagare su e giù per l’Italia per lavoro.

La cosa che sicuramente ho imparato nel tempo è che il vino versato non si prende e butta giù alla “goccia”, a meno che non abbiate appena fatto una figuraccia (cosa che alla sottoscritta può capitare facilmente). Inoltre sembrare dei veri intenditori di vino vi farà apparire più affascinanti.

Bando alle ciance e vediamo assieme le regole base.
Per sembrare un sedicente esperto in vino vista, olfatto e gusto sono tre alleati principali. Ma prima di gustarlo il vino va servito e anche qui le regole sono molteplici.

Servire il vino

Servire il vino.

Servire il vino.

Se siete a casa la prima regola da ricordare è che la bottiglia del vino deve essere stappata dal padrone di casa, che dovrà, prima di aprirla, controllare che non abbia difetti.
La bottiglia non si serve MAI impugnandola dal collo, ma va presa dalla base (facile a dirsi lo so) e l’etichetta deve essere rivolta in alto in modo che il commensale a cui state versando possa vederla.
Mi raccomando: no gocce sparse, ma fate roteare velocemente la bottiglia per “rompere la goccia” e sembrare dei gran fighi.

Prima di iniziare a versare il vino, è obbligo di chi apre la bottiglia assaggiarlo, per non servirne una difettosa. Se avete come ospite un esperto e volete stupirlo, dategli il terzo bicchiere: il cuore della bottiglia, la parte più pregiata, lontana dalla parte del tappo e dal fondo, con la temperatura migliore.

Si servono sempre prima le donne e in ordine di anzianità (e pure qui vi voglio), in alternativa partite dalla donna più anziana e girate in senso orario così eviterete figuracce. Ricordate inoltre che i bicchieri devono essere serviti ponendosi alle spalle del commensale e versando da destra.

Se sono una vostra ospite il mio bicchiere fatelo traboccare, ma il vero intenditore ne riempie circa ⅓ della capienza, sempre per la storia del piacere senza ubriachezza molesta.

L’ultima regola base del servizio è che il vino bianco va generalmente servito freddo, mentre il rosso a temperatura ambiente. Naturalmente tutto dipende dal tipo di vino: queste sono le corrette temperature di servizio:

  • Spumanti secchi e dolci, vini frizzanti: 6-8°C
  • Vini bianchi secchi e giovani: 8-10°C
  • Vini bianchi secchi aromatici, vini rosati, vini passiti e vini liquorosi bianchi: 10-12°C
  • Vini bianchi maturi, molto strutturati: 12-14°C
  • Vini rossi fruttati e poco tannici, vini passiti e vini liquorosi rossi: 14-16°C
  • Vini rossi di media struttura e tannicità: 16-18°C
  • Vini rossi di grande struttura e lungo affinamento: 18-20°

 

Come tenere il bicchiere?

Come si tiene il calice.

Come si tiene il calice.

A questo punto il nostro vino è versato e ci ritroviamo il calice in mano. Ma come si tiene?
Ognuno avrà il suo metodo, ma il modo migliore è impugnarlo alla base, così che la mano sia il più lontano possibile dalla coppa. La motivazione è semplice: se si vuole degustare correttamente un vino le mani non devono interferire con vista e olfatto. Potete anche tenerlo con tre dita dallo stelo, l’importante è evitare la pancia perché le impronte sul vetro non sono mai bellissime. Inoltre la mano tende a scaldare il liquido e questa non è cosa buona. Peccato perché abbracciare il bicchiere era il mio metodo preferito!

 

Esame visivo

Gli archetti.

Gli archetti.

Il primo dei nostri tre sensi è ora pronto all’uso. Il momento tanto atteso è arrivato e si parte con la fase 1 dell’ossigenazione. Quindi fate roteare il calice per aprire tutto il corredo aromatico, regola che non vale per gli spumanti perché perdereste buona parte del perlage. Fatto? Ora osservate per scoprire se avete davanti un vino corposo con un alto tenore alcolico o meno. È tipo una sfida: indovinare i gradi scritti in etichetta!
Per vincere sarà sufficiente notare le tracce che il vino lascia sulle pareti del calice dopo averlo inclinato avanti e indietro chiamate “archetti”.
Se se ne formano pochi e le lacrime scendono velocemente, avrete senz’altro nel bicchiere un vino dal grado alcolico basso (11,5%-12%) e probabilmente non sarà un vino di grande corpo. Al contrario se gli archetti che si formano saranno fitti e le lacrime scenderanno lentamente avrete in mano un vino più alcolico e di corpo sopra il 13% di alcol.

 

Esame olfattivo

Usare l'olfatto.

Usare l’olfatto.

State per prendere e buttare giù il vino come nulla fosse vero? Fermi! È il momento di usare il naso un senso circa 1000 volte più sensibile del gusto.
Per sembrare veri intenditori dovete odorare il vino a bicchiere fermo così da percepire le sostanze più volatili e avere una prima impressione dei profumi. In questo momento potrete anche sentire eventuali problemi come muffa, tappo o altro.
A questo punto fate ruotare il bicchiere in un movimento lento e ampio. Terminata la rotazione il leggero velo di vino formatosi sulle pareti del bicchiere evapora e con l’immediata inspirazione si avvertono tutti gli elementi volatili contenuti nel vino.

Sono stati individuati oltre 220 composti aromatici responsabili del profumo che è possibile raggruppare in quattro macro gruppi: fruttato, speziato e di legno, floreale e altri aromi come minerali e terrosi. Sembra che con la pratica un giorno anche noi sapremo riconoscerli, per il momento annusiamo in silenzio…

 

Esame gustativo

Non bere, ma degustare!

Non bere, ma degustare!

È finalmente arrivata l’ora di bere signori!
Dovete preparare il palato ad accogliere i gusti quindi va introdotta una piccola quantità di liquido. Procedete poi con la degustazione introducendo altro vino portandolo nelle varie parti del palato perché tutte le papille gustative siano attivate.  Questo ci permetterà di valutare l’equilibrio dei diversi componenti (zuccheri, alcoli, acidi, tannini).

 

Quanto bere?

Ma chi l'ha inventata questa regola?

Ma chi l’ha inventata questa regola?


Purtroppo con moderazione e se siete delle donne in compagnia di un uomo mai più di lui (w la parità dei sessi), quindi selezionate con cura il vostro compagno. Se la compagnia “non è il massimo” non seguite la regola così la serata sembrerà più piacevole.

 

A questo punto ci siamo dati un tono, ma possiamo solo ingannare qualcuno. Se siete dei veri appassionati la soluzione finale è un bel corso da sommelier per imparare a riconoscere tutti gli aromi del nettare degli Dei!

Cin cin.

#stayspilla #staysommelier

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