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Calliphora, l’artigiana della pelle “made in Toscana”

Zaini, borse e accessori in pelle e tessuti pregiati, nati nel laboratorio di casa, con il sogno di girare il mondo sulle spalle di chi li adotterà.

Ladies and gentlemen, sono lieta di presentarvi un’artigiana stellare. Lei si chiama Michela, nome d’arte Calliphora, una lucchese doc troppo simpatica, che mi ha conquistato a suon di zaini e borse in pelle. L’ho scovata per caso su Instagram, nel corso di una delle mie solite ricerche della serie “accessori fantastici e dove trovarli”,  beh… non l’ho più lasciata e sapete perché? Perché oltre a creare zaini e borse bellissime, è una ragazza spontanea e solare, alla quale non puoi che affezionarti. In comune abbiamo poi il fatto di dividere/condividere la vita con un sacco di pelo a quattro zampe, perciò l’amicizia, seppur virtuale, è scoppiata in un istante.

Vi presento Calliphora

Vi presento Calliphora.

Abbiamo fatto una bella chiacchierata da remoto, da vere rappresentanti della generazione 2.0, grazie alla quale ho conosciuto non solo Calliphora, ma anche Michela e ora ve la presento.

Classe 1987, inizia la sua attività poco più che ventenne, quando, dopo aver frequentato quattro anni di Architettura ha mollato tutto, per cercare la sua strada in un mondo diverso, che la stimolasse di più e che la rappresentasse appieno. Il suo habitat naturale l’ha trovato nell’artigianato.

“Quell’anno, quando decisi di abbandonare gli studi, la mia vita è cambiata notevolmente, sia sentimentalmente che lavorativamente. Ho fatto due mestieri completamente diversi tra loro prima di intraprendere la strada di artigiana. Annoiata del posto fisso, annoiata della vita che mi offriva, desiderosa di trovare il mio posto nel mondo, di creare qualcosa che rispecchiasse Michela al 100%, desiderosa di disegnare, progettare, produrre… insomma di non stare mai ferma né con la testa né con le mani. Questo era il lavoro fatto su misura per me”.

L’estro creativo e la vena artistica, che l’hanno sempre caratterizzata fin da bambina, si rivelano anche nella scelta del suo nome d’arte: “Calliphora”, dal romanzo di Patricia Cornwell. L’ispirazione arriva da un “libriccino preso in sconto, con le pagine tutte gialle e quel profumo di vissuto” e letto tutto d’un fiato.

“[…]Decisi che se mai avessi creato qualcosa di mio, quel titolo sarebbe stato perfetto. Lo trovo molto elegante, dal suono caldo”.

E poi l’etimologia della parola, dal greco “portatore di bellezza”. Basta vedere le sue creazioni, per capire quanto sia azzeccato.

Prima di arrivare alla Calliphora di oggi, alla consapevolezza del suo brand, la strada è stata lunga e piena di tentativi. Le prime realizzazioni, ad esempio, erano in tessuto solo con delle minime parti in pelle, perchè cucite con una macchina da tavolo. Ora la vediamo invece giocare con la pelle in tutte le sue forme, creando non solo borse e zaini, ma anche pochette, clutch, trousse, bracciali, senza rinunciare ai tessuti (rigorosamente “made in Toscana”), ottenendo accessori multi-materiale, che le permettono di divertirsi a mescolare i colori più seri tipici del pellame e le fantasie più giocose proprie delle stoffe.

Calliphora dal greco “portatore di bellezza”.

Calliphora dal greco “portatore di bellezza”.

“Al mio trentesimo compleanno decisi di comprarmi la macchina industriale, perché volevo fare di più, volevo offrire un prodotto degno dell’artigianato toscano. Calliphora si stava specializzando. La pelle è sempre stata nei miei pensieri, ma ne è passato di tempo prima che fossi completamente convinta e preparata. Non è un materiale così facile come sembra”.

Un secchiello nero e ruggine non può mancare nei nostri armadi.

Un secchiello nero e ruggine non può mancare nei nostri armadi.

E alla domanda “sul tuo profilo Facebook si legge autodidatta in tutto. Ti definiresti una che si è fatta da sola”? Lei risponde:

“Direi proprio di sì. La mia curiosità e la voglia di fare mi hanno sempre spinta a provare da sola. Ho mille interessi grazie ai quali oggi sono quella che sono e ognuno di loro viene utilizzato nel mio brand. Sono fotografa, grafica, modellista, addetta marketing… tutto quello che riesco a fare lo faccio da sola e così anche con la macchina da cucire. C’è chi ha imparato dalle nonne, io ho imparato dai tutorial su YouTube e dal molteplice materiale cucito e buttato!”

Chi fa da sé, fa per tre!

Chi fa da sé, fa per tre!

Tuttavia c’è un episodio cruciale che ha segnato la sua formazione, e quindi anche la sua strada nel mondo dell’artigianato: un corso intensivo di cinque giorni a Monterotondo da Salvatore Nicosia, un artigiano della pelle, professore allo IED di Roma, che tiene anche corsi di pelletteria nel suo laboratorio, esclusivamente dedicato a lei e tutto incentrato sulla pelletteria. Questa esperienza è stata per Calliphora una vera e propria rivelazione, che l’ha risollevata da un periodo difficile, incerto, in cui era alla disperata ricerca di una guida.

“Quella settimana ho imparato, ma soprattutto ho avuto tante conferme. Tutto quello che stavo creando era giusto. Ricordo con precisione il momento in cui ho ripreso il treno per Lucca, desiderosa di fare il passo che aspettavo, ma allo stesso tempo spaventata perché non sapevo come dirlo alle persone a me più vicine.. non tutti hanno approvato all’inizio”.

La tote bag.

Tasche, taschine, tascucce. La tote bag è la borsa perfetta per le tutte le donne che si credono Mary Poppins.

Ma, entriamo nel vivo del suo lavoro e di questo mondo così affascinante chiamato pelletteria. Già sento il profumo della pelle che invade il suo laboratorio di casa… chissà quanto tempo e quanta cura richiede un materiale così raffinato.

“Dopo aver progettato, fatto il cartamodello, perfezionato il prototipo, si passa alla realizzazione finale. La pelle vuole molte lavorazioni e attenzioni. Si tagliano i vari quadranti che compongono il modello, si incolla, si riborda o si lascia a taglio vivo (in questo caso ci sono altri tre passaggi da fare) e poi dritto in cucitura. Qui la massima precisione è essenziale perché, a differenza del tessuto che si scuce e si ricuce, una volta che l’ago passa non si torna più indietro […] La progettazione è la parte più lunga, delle volte passo giorni interi a disegnare un semplice dettaglio. Come dicevo, una volta fatto il cartamodello, perfezionato il prototipo, si passa alla realizzazione del modello finale e qui il tempo di lavorazione dipende da quanto è elaborato. Lo zaino, per esempio, viene assemblato in due ore e la parte più lunga è la preparazione delle cinghie in pelle, aggiungerei due ore per completare il tutto. Secchiello e tote bag non ne parliamo”.

I due strumenti fondamentali nel lavoro di un artigiano sono le sue mani.

I due strumenti fondamentali nel lavoro di un artigiano sono le sue mani.

Il risultato? Accessori grintosi, eleganti e sempre diversi, grazie a combinazioni di colore che variano, che sanno essere audaci, senza sfociare nella stravaganza, che rispecchiano i colori delle stagioni, ma anche un po’ lasciate al caso, perché a volte l’ispirazione sulla scelta delle tinte, nasce proprio dai colori stessi.

“Quando vado dai fornitori non vado mai con un’idea precisa, mi lascio ispirare sul momento dalla cartella colori. Magari sbaglio, ma finora ha sempre funzionato. Per quanto riguarda la scelta del colore del pellame invece vado su colori classici, nero, marrone, blu… ultimamente ho preso anche un bellissimo verde oliva. Colori che stanno su tutto, via… Non sono una che osa con la pelle, non ci riesco”.

Colori che sanno di autunno

Colori che sanno di autunno.

Fatto sta che ogni articolo è completamente fatto a mano, pensato e studiato in ogni dettaglio, nato da tanta caparbietà, ma anche da un pizzico di follia e regala una parte di Calliphora a chiunque lo indossa.

Ogni dettaglio è un pezzetto di storia.

Ogni dettaglio è un pezzetto di storia.

“Posponi” is a state of mind

“Posponi” is a state of mind.

Ma dietro al brand, chi si nasconde? Come vi dicevo, questa chiacchierata mi ha permesso anche di conoscere Michela e quando le chiedo come si svolge la sua giornata tipo, scopro che abbiamo un’altra cosa in comune: non sentire mai il suono della sveglia la mattina.

“Tre sveglie che non sento mai – o che non ricordo di aver sentito -, subito passeggiata con Oliver, colazione e laboratorio. Faccio una pausa di circa un’ora dove riporto fuori il cane e pranzo, poi dritta a lavoro fino la sera alle otto (salvo se ho allenamenti, allora stacco un po’ prima). Certe volte una mia amica mi chiede come faccia a lavorare a oltranza”.

Ma qualcosina di lei già sapevo, perché Michela è anche una tipa social, che si mette a nudo con le sue stories di Instagram senza il timore di mostrarsi così com’è.

“Fin dall’inizio ho sempre desiderato che Calliphora fosse prettamente online, per questo motivo credo che conti molto la presenza sui social, ma non si deve mai perdere di vista il vero scopo di essi, ovvero il socializzare. Per questo parlo molto della mia vita e di quello che mi circonda, non solo del lavoro. Quando lavoravo in negozio come commessa, il mio mantra era: accogli i clienti come se li accogliessi a casa tua. Così vale per i social. Ogni volta che qualcuno guarda le mie stories o legge un mio post è come se venisse a trovarmi per un caffè. E poi io sono così, gioviale e chiacchierona… mi è difficile nasconderlo”.

L’anima di Calliphora è quindi quella di una ragazza curiosa, testarda e sorridente, un vulcano di energia, il cui mestiere è anche la sua passione e questo la rende instancabile, perché si sa che quando è così, non esistono lancette che girano e il tuo lavoro non lo quantifichi in ore.

Perciò il consiglio che darebbe a chiunque voglia inseguire la propria passione è di:

“Non arrendersi, perseverare e soprattutto non adagiarsi su quello che si sa già, ma perfezionarsi sempre. C’è sempre da imparare in ogni campo o mestiere, non si arriva mai del tutto. Anche investire è molto importante: nei materiali, nel tempo, nei prototipi, in tutto insomma”.

L’importante è tenere i piedi ben saldi a terra, sognare sempre e anche in grande, ma dosando le forze. Quindi, cara Calliphora, cosa c’è nel tuo futuro?

“E chi lo sa? Amo guardar lontano, ma non così distante. Ho una mente talmente ballerina e vogliosa di cambiamenti che è difficile dirlo. So solo che Calliphora sa chi è e cosa vuole diventare, il come è un percorso ancora in salita. Sicuramente la pelle e i tessuti saranno sempre protagonisti di ogni progetto futuro”.

La pelle e i tessuti saranno sempre protagonisti di ogni progetto futuro

La pelle e i tessuti saranno sempre protagonisti di ogni progetto futuro.

Questo è già molto rassicurante e siamo tutti curiosi di conoscere i nuovi modelli e le nuove proposte targate Calliphora. Tutti chi? Io, le mie socie spille e voi, perch sono convinta che una volta vista la sua collezione, non le toglierete più gli occhi di dosso.

#stayspilla #stayleather

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