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Design e riciclo creativo si incontrano nelle borse di Portatelovunque

Una muta da sub inutilizzata, un vecchio ombrello rotto, la tappezzeria di un’auto d’epoca nelle mani di Chiara trovano una nuova vita in borse dallo stile unico, nichel free e senza parti metalliche.

Oramai avete capito che le borse sono la nostra passione. Siamo sempre alla ricerca dell’artigiana che realizzi quello che stiamo cercando: pezzi unici e che sappiano essere in sintonia con chi siamo e con le nostre esigenze. Devo ammettere che i miei occhi, non troppo tempo fa, sono stati rapiti da lei che sa realizzare e progettare dei veri e propri accessori di design, alla moda, versatili e green.

Fin da piccola ho cercato la strada per trasformare le idee in oggetti. Vedere qualcosa prendere forma nelle tue mani è emozionante anche alla centesima volta che lo fai.

Fin da piccola ho cercato la strada per trasformare le idee in oggetti. Vedere qualcosa prendere forma nelle tue mani è emozionante anche alla centesima volta che lo fai.

Il suo nome è Chiara: romana d’origine, designer e grafica freelance. Figlia di un’appassionata di mercatini delle pulci e di un motociclista “aggiustatutto” per vocazione, che l’ha cresciuta a suon di musica rock anni ’70, una sua grande passione. Appena poteva, però, scappava con la mamma per mercatini alla ricerca di accessori e capi particolari. Non passava un carnevale senza che lei non cucisse a mano i suoi costumi, realizzando maschere adattate su vecchi indumenti.

Poi è arrivata l’allergia al nichel: niente componenti metallici e una dieta priva di alimenti che lo contengano. Da qui Chiara decide di trasformare quello che apparentemente è un suo punto di debolezza in un punto di forza.

 

Ho sempre avuto una vita frenetica e sono abituata a portare con me il pranzo. Per rispondere alle mie esigenze personali ho realizzato la prima borsa che da tracolla si trasforma in zaino grazie al recupero di una muta da sub regalatami da un’amica, di cui ho sfruttato le caratteristiche impermeabili e termiche. Così ho creato una borsa che potesse fungere anche da porta pranzo, che fosse di design, realizzata artigianalmente, eco sostenibile, ma soprattutto irripetibile e molto versatile.

Proprio in quel momento prende vita il suo progetto: Portatelovunque

Faccio del riuso il mio mantra, della mia allergia al nichel la cartina al tornasole nella scelta dei materiali. La musica è la mia cifra stilistica: le mie borse hanno lo stesso diametro dei 33 giri e ognuna è associata a una canzone. In ogni creazione Portatelovunque c’è tutta me stessa: attenzione al design, praticità e unicità.

… aggiungerei anche positività! Oltre a essere una ragazza solare (e il nostro incontro a Foligno l’ha dimostrato) le sue creazioni sono 100% MADE 4 SMILE: vanno a tempo di musica e indossano sorrisi!

Avete capito bene, indossano sorrisi.

Non vi mette il buonumore?

Non vi mette il buonumore?

Rappresentato sui vari oggetti sotto forma di tasca, a contrasto, con stoffe particolari, texture sgargianti o eco-pelle, il “sorriso” ha la funzione di mettere di buon umore l’acquirente e creare subito empatia: anche uno degli oggetti più piccoli – il tappetino per il mouse – ha una tasca imbottita per poggiare il polso che è uno smile 😁. Mi piace pensare che sorrida alla persona che passerà ore davanti al pc. È bello avere con sé un oggetto sorridente.

Il suo primo amore (la muta da sub) non lo abbandona mai, anche se nelle sue realizzazioni non rinuncia all’utilizzo di tappezzerie di macchine d’epoca (e non) e materiali appartenenti al mondo della nautica. La sperimentazione fa poi parte del suo estro creativo. Ultimamente, infatti, sta recuperando materiali e linee da vecchi ombrelli.

Cerco di sfruttare le caratteristiche tecniche di un certo tessuto a mio vantaggio, senza tralasciare il lato estetico. Ad esempio alcuni ombrelli hanno disegni molto belli, io cerco anche graficamente di tagliare la stoffa con criterio per rendere bella la composizione, come si fa per un quadro. Prima di tagliare ogni tessuto faccio una simulazione del contorno della forma con lo scotch carta o con la matita. Posso passare anche le ore a spostare il tracciato di pochi millimetri! Quando assemblo e taglio i tessuti cambio idea mille volte ed è un processo catartico e terapeutico per me, come se entrassi in un altro mondo o in trance. Sono molto concentrata e le ore sembrano minuti. A volte non seguo la logica, ma solo l’istinto e il tatto.

Mi piace pensare che ogni oggetto sia una “storia da indossare”.

Questa è la mia preferita!

Questa è la mia preferita!

Tra le sue mani, ogni oggetto vive una seconda vita e racconta nuove storie. Inoltre, ha delle valide “aiutanti” che realizzano le cuciture nella fase finale: sono le donne dell’impresa sociale Lakruna che favorisce il reinserimento lavorativo di sarte provenienti da percorsi di fragilità.

La curiosità (che è sempre Spilla) mi ha portato a chiederle, in un nostro incontro virtuale, quali siano i tempi e gli step che portano alla realizzazione di una sua creazione. Vi svelo cosa mi ha risposto

È difficile quantificare il tempo ed elencare gli step, il mio processo creativo non segue una logica, bensì l’intuizione. A volte i nuovi prodotti mi vengono in mente dal nulla, probabilmente li maturo e poi li prototipo a tempo debito. Ogni creazione ha una storia a sé.

Per la zaino/tracolla ho impiegato molti mesi, sono partita dalla ricerca dei materiali e poi ho sperimentato la forma, fino a quando non sono arrivata a un risultato che mi soddisfacesse. Altri oggetti invece sono nati spontaneamente e quasi immediatamente. Li ho realizzati così come li avevo pensati. Devo ammettere che le idee migliori le ho sotto la doccia! L’unico luogo in cui forse riesco a liberare la mente dai pensieri. Chiedo sempre a chi mi sta intorno di provare, testare e darmi la loro opinione su ciò che creo e disegno… Se questi oggetti superano il test di parenti e amici, vuol dire che sono validi e pronti a essere lanciati sul mercato. Credo molto nella sinergia e nelle contaminazioni artistiche, anche di diversi ambiti. Sicuramente di base c’è l’ideazione, la ricerca dei materiali e la prototipazione. Nonostante sia una creativa, ho un lato razionale che mi supporta molto nel lavoro e mi aiuta a non perdermi nei deliri artistici. Cerco di non lasciare nulla al caso e di prefissarmi obiettivi, ma soprattutto di lavorare step by step. Parimenti mi fido molto del mio istinto che mi ha sempre guidata e consigliata bene. Solitamente sono gli oggetti da trasformare o i materiali che scelgo a guidarmi nella creazione. Ogni volta che vedo una delle mie borse realizzate grazie al recupero di ombrelli mi stupisco del risultato e di come questi sembrino veri e propri tessuti. 

Pochette, pochette e ancora pochette.

Pochette, pochette e ancora pochette.

E ora, mi racconti anche da dove deriva il nome che hai dato al tuo brand?

Mi piaceva l’idea di una parola di italiano “correggiuto”, quasi uno slang, una filastrocca. Portatelovunque è un nome buffo, uno scioglilingua che solo a pronunciarlo scappa un sorriso. Il verbo portare indica spostare in altro luogo, prendere con sé durante un viaggio, fare un dono, accompagnare e indossare. La parola ovunque dà l’idea che questi oggetti possano seguirti e essere con te sempre, volevo creare un legame con il  fruitore. Ogni oggetto è concepito per “accompagnarlo” nella vita di tutti i giorni e perchè no, allietargli le giornate. Il progetto è creare oggetti artigianali che possano rispondere a tutti questi requisiti grazie al connubio tra etica ed estetica.

Da queste parole si evince tutta la natura di Chiara: eclettica, istintiva, determinata e caparbia. Per lei non esiste una giornata tipo, sempre in corsa contro il tempo nonostante il suo essere super organizzata. Cerco di scandire la settimana dividendomi tra laboratorio, sartoria e fornitori. Passo la maggior parte del tempo nel mio laboratorio, la mia seconda casa. C’è tutta me stessa. Dai quadri, alle tazzine per il caffè (immancabile), al disordine (immancabile anche questo). Mi rende felice rifugiarmi lì, anche soltanto per stare sola con i miei pensieri.

È qui che prende forma l'idea creativa.

È qui che prende forma l’idea creativa.

Non posso che concludere questo racconto con due domande che vi faranno gustare il sapore dei suoi sogni e sentire il profumo della sua immaginazione.

Cosa c’è nel tuo futuro?

Mi piacerebbe aprire un pop up monomarca con i miei prodotti e poter disegnare/collaborare –  come Olimpia Zagnoli, una creativa che ammiro molto – per brand MADE IN ITALY, contribuendo a valorizzare l’artigianato italiano. Vorrei poter collaborare con realtà operanti nel terzo settore, continuando a supportare le cooperative che lavorano con persone che provengono da percorsi di fragilità.

Sogni nel cassetto?

Cantare in una jazz band al femminile che fa musica anni ‘20-‘30! E ovviamente affermarmi come designer e continuare a fare un lavoro che mi appaghi.

Non vi resta che andare a spulciare la sua vetrina on line e farvi catturare da uno dei suoi sorrisi!

#stayspilla #portatelovunque

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