1 1 3000 1 300 120 30 https://www.spilledabalia.it 960 1
site-mobile-logo
site-logo

Najla Aqdeir,
la ragazza che corre
per la libertà

La storia di Najla che affronta e supera gli ostacoli senza mai perdere il sorriso.

Vi è mai successo di ritrovare inaspettatamente in TV una persona che conoscete?
Non intendo tra il pubblico o come comparsa, ma come protagonista di una trasmissione televisiva.

A me è capitato ben due volte.

Nella prima occasione facevo zapping, quando improvvisamente ho riconosciuto la mia vicina di casa che litigava con un tale, presunto marito, davanti al giudice di Forum. Si dibatteva per questioni legate al mantenimento dei figli, peccato che nella realtà vive con i genitori e l’unico essere di cui si occupa è la sua cagnolina. Recentemente è successo di nuovo: nel salotto di Caterina Balivo, Najla (si pronuncia Nescla) raccontava la sua storia, assolutamente vera e drammatica.
Breve divagazione.

Noi Spille da Balia, oltre a curare il nostro fantastico sito, lavoriamo per un’agenzia che organizza eventi, occupandoci di ogni aspetto, anche di reclutare hostess un pò in tutta Italia. Najla è una di loro ed è subito entrata nei nostri cuori. Bella come il sole, dolcissima e sempre sorridente, oltre che brava e professionale. Ciò che ci ha più colpito di lei, anzi ciò che più le invidiamo, è la forza, la grinta e i muscoli. Dopo nove ore passate a lavorare in fiera (vi assicuro che è davvero faticoso) noi eravamo distrutte e sognavamo il letto, lei toglieva gli abiti da lavoro, metteva leggins e scarpe da ginnastica e andava ad allenarsi. Si perchè, prima di essere un hostess e molte altre cose, è un’atleta che corre i 3000 siepi e che a volte non può lavorare con noi, con nostro grande dispiacere, per gareggiare.

Ma perchè era dalla Balivo vi starete chiedendo? Soprattutto, sapete che Caterina non conduce più Detto Fatto? Il suo programma è Vieni da Me su RAI Uno, per cui Najla non era lì per un tutorial sul cucito creativo o per dare consigli su come pulire il frigo, ma era andata da lei per raccontare la sua incredibile storia.

Credits Raffaele Conti

Credit Raffaele Conti.

LA SUA INCREDIBILE STORIA

Najla Aqdeir è una ragazza di ventitré anni, nata da mamma marocchina, sarta con aspirazioni da stilista, e papà libico, ex guardia del corpo di Gheddafi. All’età di undici anni, arriva in Italia per una vacanza con la famiglia. Sua madre decide che qui avrebbe potuto garantire un futuro migliore alle sue tre figlie e quindi organizza il trasferimento.

Inizialmente Najla fatica a inserirsi in questa nuova realtà, non riesce a scrivere da sinistra a destra e non capisce cosa le dicono, ma poi arriva la corsa e tutto cambia.

E poi arriva la corsa.

E poi arriva la corsa.

A scuola partecipa e vince le gare campestri, la sua famiglia la appoggia, pensando che rappresenti con orgoglio la sua terra d’origine.
A quattordici anni concorre per il titolo nazionale cadette di cross, una manifestazione tanto importante da essere trasmessa in TV. In questa occasione arriva seconda a un metro dalla vincitrice e suo padre la vede per la prima volta in pantaloncini e canottiera, e non in tuta, cosa su cui l’Islam non transige.

L’ATLETICA RAPPRESENTA UN PROBLEMA

Da quel momento l’atletica rappresenta un problema, i suoi genitori fanno di tutto per allontanarla da questo mondo, nonostante gli sforzi di Don Samuele, un parroco che aiuta la sua famiglia e cerca di convincerla a non spezzare il sogno di Najla.
Tutti i tentativi sono inutili, anzi la situazione peggiora, tanto che la mamma, con una scusa, a soli quindici anni la porta in Marocco dove ha organizzato un matrimonio combinato con un uomo di trentanove anni.
Najla riesce a fuggire e tornare da suo padre, grazie al suo allenatore e a Don Samuele, che le comprano un biglietto aereo.

LA SUA CASA DIVENTA UNA PRIGIONE

L’incubo continua.
La sua casa diventa una prigione da cui non può uscire e in cui spesso viene picchiata. Stanca di tutto ciò fa una follia: ingoia tutte le pillole che trova in giro. Finisce in ospedale e per otto giorni è in coma farmacologico. Nonostante questo la famiglia continua a ripudiarla, tanto che le telecamere riprendono sua mamma che le sputa addosso mentre lei è incosciente.
Questo terribile gesto sarà la chiave per la sua libertà, il primario dell’ospedale chiama gli assistenti sociali: Najla viene allontanata dai genitori e trasferita in una comunità.

PUÒ TORNARE A CORRERE

Finalmente può tornare a correre, nonostante il fardello che si porta dietro, ritrova la grinta per combattere e inseguire il suo sogno.
Le parole del suo allenatore le danno la forza di cui ha bisogno: “ricordati che gli ostacoli non si saltano, si affrontano e si superano”.

Credit Emanuele Giacomini.

Con i suoi pantaloncini e la sua canottiera arriva quarta ai campionati nazionali promesse sui 400 ostacoli.
Intanto i genitori, tornati nel loro paese d’origine, non si rassegnano e continuano a perseguitarla, finchè, grazie a un testimone, ottiene le prove per denunciarli, e in seguito un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria.

Con tutto il rispetto per Caterina Balivo, ho faticato a credere a questo racconto, preferivo pensare che fosse finto come il matrimonio e i figli della mia vicina di casa.

Credit Cristina Franzoni.

Credit Cristina Franzoni.

Come può esserci tutto questo dolore e questa sofferenza dietro il sorriso contagioso di Najla?

Mi è bastato googlare il suo nome per avere un’ulteriore conferma: quella era la sua vera storia.
Una storia drammatica, ma da cui trarre un grande insegnamento, perché, citando la nostra rubrica nemmeno è tutto nero, nella vita tutto può succedere anche quando sembra tutto nero.

Per il seguito della storia ho preferito interpellare la nostra dolce protagonista, che mi ha raccontato i suoi progetti e gli ostacoli che continua a superare. Najla attualmente è una promessa italiana “con riserva” dei 3.000 siepi, la riserva è data dal suo status di rifugiata in attesa di cittadinanza, posizione che spesso la penalizza. Lo scorso anno, infatti, dopo essersi allenata duramente, il governo britannico non le ha concesso il visto per disputare la Coppa Europea di club a Birmingham, sospettando che il suo vero scopo fosse di trasferirsi irregolarmente.

Ma Najla non si è arresa, continua a correre e a portare avanti i suoi progetti, come quello delle Flying Girls Milano, sponsorizzato da Nike.
Al motto di “nulla può fermarci” Najla ha creato una crew tutta al femminile, che si ritrova ogni settimana per correre e fare sport.

Credit Andrea Schilirò.

Credit Andrea Schilirò.

Se vivete a Milano vi potrà capitare di incrociare per le strade le “ragazze volanti“, piene di grinta e passione, capitanate dalla nostra guerriera.
L’obiettivo è avvicinare le giovani, soprattutto tra i sedici e i ventitré anni, allo sport, ma anche creare nuove amicizie, partecipando a eventi organizzati e momenti di ritrovo, in maniera gratuita, grazie al sostegno di Nike.
Un’iniziativa che sta avendo grande successo e che riempie Najla di orgoglio.

Dal canto mio, invece, sono orgogliosa di aver conosciuto questa ragazza, che ringrazio per  quanto mi ha insegnato con la sua storia e per essere stata anche in questa occasione dolce e disponibile.

Credit Andrea Schilirò.

Credit Andrea Schilirò.

Continua a correre Najla, ad affrontare e superare gli ostacoli, corri per tutte quelle donne che come te lottano per l’emancipazione, ma anche per quelle rinchiuse ancora nella prigione dei retaggi culturali. Sei un esempio da seguire, che vale più di una medaglia d’oro olimpica. 

#stayspilla #nullapuofermarci

Foto di copertina di Emanuele Giacomini.

Segui Najla Aqdeir su

Segui Flying Girls Milano su

Post precedente
Facciamo cose, vedia...
Post successivo
Alcune mosse infalli...
0 Commenti

Usiamo cookies nostri e di terzi per migliorare i servizi e la tua esperienza di navigazione.
Hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un'esperienza migliore. Leggi la nostra politica sulla privacy e sull’uso dei cookies