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Tutti i segreti per organizzare una cena perfetta tra amici

Piccola guida per organizzare una cena per i vostri amici con l’aiuto di Cristina Braguzzi, Vice Presidente dell’Accademia Italiana del Galateo.

Amo le cene in compagnia.

Ai tempi dell’università vivevo con delle coinquiline con le quali era proprio il momento da rispettare sempre. Trascorrere un avvenimento quotidiano così importante insieme crea un’atmosfera di allegria e convivialità che poche altre cose generano.

La cena perfetta tra amici.

La cena perfetta tra amici.

Ecco perché anche ora che vivo sola spesso invito amici a casa la sera. A volte però mi piacerebbe creare per loro situazioni particolari.

Cristina Braguzzi, Vice Presidente dell’Accademia Italiana del Galateo

Cristina Braguzzi, Vice Presidente dell’Accademia Italiana del Galateo.

Questo articolo, infatti, nasce dalla voglia di organizzare un perfetto dinner party che lasci gli amici a bocca aperta. Ma per raggiungere il risultato è necessario rispettare delle regole che vi illustrerò grazie all’aiuto di una delle donne più affermate del settore: Cristina Braguzzi Vice Presidente dell’Accademia Italiana Galateo, nonchè tra i pochi membri italiani della prestigiosa Worldwide Association of Female Professionals.

Molti di voi già la seguono sui social, ma per chi ancora non l’avesse fatto vi consiglio di spulciare il suo profilo Instagram Mlle_Bonton dove troverete interessanti informazioni sui temi dedicati alla ricezione, alla tavola e alla decorazione. Cristina ad oggi con i suoi numerosi follower è un’icona nel mondo delle buone maniere.
Mi ha molto colpito la sua cortesia e disponibilità così come mi ha piacevolmente sorpreso la sua idea di bon ton.

“Se dovessi dare una definizione a questa parola direi che è gentilezza insieme a empatia perché il senso delle buone maniere è mettere a proprio agio gli altri”.

Grazie a lei capiremo come realmente organizzare una cena perfetta.

SCOPRITE LE ESIGENZE DEI VOSTRI OSPITI

Anche se state invitando cari amici a cena possono sfuggirvi delle cose che metterebbero a rischio la buona riuscita della serata (soprattutto se, ad esempio, uno di loro vi comunica all’ultimo la presenza di una nuova fiamma). Quindi prima di decidere il menù, chiedete loro se hanno delle preferenze. In questo modo uscirete fuori dall’imbarazzo di trovarvi a cucinare carne quando a cena avete dei vegetariani. Ecco cosa ci consiglia Cristina a riguardo: “Per quanto riguarda il menù direi di tenere in considerazione la religione delle persone, le diete particolari, se qualcuno è allergico o intollerante, il menù precedente che avete proposto agli invitati e che loro hanno proposto a voi”.

Inoltre è fondamentale dare l’orario esatto. “Una cosa che si fa spesso è dire <<vieni a cena verso le otto>>, invece bisogna comunicare l’ora precisa”.

La bellezza delle cene informali, inoltre, è data proprio dalla presenza degli amici che può diventare una grande risorsa. Faccio un esempio: se non siete capaci di realizzare un dolce o scegliere il vino giusto potete avere il loro supporto. Ma attenzione: le buone maniere non vi consentono di chiedere loro aiuto se non sono i vostri stessi ospiti a esplicitarlo. “Dovrebbe essere compito di chi è invitato chiedervi, visto che siete amici, se può esservi d’aiuto. In quel momento potete designare a lui il vino anziché un altro prodotto. Se la persona che avete invitato non si rende disponibile non potete dirgli di portare qualcosa, in questo modo seguite le buone maniere”.
Nell’essere attenti a ogni fase preparatoria non dimenticatevi, però, mai il senso della serata.

Il bello della cucina non è solo limitato allo stare insieme attorno a un tavolo ma condividere il momento con le persone a cui vogliamo bene.

Per questo è importante evitare di non abbinare bene la compagnia perché quando si mescolano persone che si sa non possono interagire già la serata parte con il piede sbagliato”.

GIOCATE LE VOSTRE MIGLIORI CARTE

So che magari queste possono essere le occasioni per sperimentare piatti nuovi, ma in verità non è proprio l’occasione giusta (a meno che non abbiate fatto un corso di cucina o siate degli chef). “Sarebbe molto bello che faceste dei piatti diversi dalla quotidianità senza ostentare. Del tipo: fate della pasta fatta in casa e questo è tutto quello che suggerirei per un menù fatto come si deve”.
Per stupire i vostri ospiti potete anche decidere di focalizzarvi sulla presentazione del piatto. Un semplice spaghetto al pomodoro diventerà una pietanza gourmet se presentato nella giusta maniera.

Focalizzatevi sulla presentazione del piatto per stupire i commensali

Focalizzatevi sulla presentazione del piatto per stupire i commensali.

Se, come me, lavorate tutto il giorno non riducetevi all’ultimo per la realizzazione dei piatti, ma cercate di trovare dei cibi che si possano preparare già dal giorno prima.
Cercate di non strafare, calibrare il menù in base ai vostri tempi e impegni vi aiuterà a fare le cose per bene e non sprecherete tutte le vostre energie solo sulla preparazione.
Chi viene da voi si porterà a casa più la sensazione di com’è stato rispetto a cosa ha effettivamente mangiato.
Lo scopo della cena è passare una bella serata, divertirsi, chiacchierare e stare bene. Esagerare vi porterà solo a essere stanchi e a non farvi godere la serata.

ORGANIZZATE UN APERITIVO CASUAL

Proprio perché siete tra amici un aperitivo pre-cena è doveroso, magari in piedi e con dei finger food. I vostri ospiti si divertiranno ad assaggiare tutte le sfiziosità preparate e lo stare in piedi renderà la situazione più goliardica.

 Un aperitivo casual diverte e rende amichevole la serata.

Un aperitivo casual diverte e rende amichevole la serata.

UNA CENA PERFETTA PARTE DALLA TAVOLA

Si sa, in queste situazioni, anche l’occhio vuole la sua parte.
Accogliere i vostri amici in un ambiente ben curato farà passare qualche piccola mancanza a livello di menù.
Come dice Cristina “sembrerà banale, ma per quello che riguarda la tavola perfetta le cose fondamentali sono la pulizia, la tovaglia stirata e l’uso dei sotto tovaglia, cosa che spesso a casa noi non facciamo. Quando abbiamo degli invitati avere il sotto tovaglia che attutisce i rumori dà un effetto molto bello. E poi semplicità: le posate giuste, il tovagliolo ben stirato sulla sinistra, avere una cura del dettaglio, senza centrotavola esagerati, quelle grandi composizioni floreali e di candele lasciamole ai matrimoni, facciamo qualcosa di misurato e stupiamo con la pulizia intesa anche come pulizia di elementi”.

Cosa fondamentale, la tavola deve essere coordinata.

La scelta del tovagliato dipende dai colori e lo stile dei vostri piatti.

Se proprio volete dare un tocco di novità vi consiglio di puntare su una mise en place autentica. Io l’ho trovata nelle creazioni di Feel che con il blockprinting realizza una vasta gamma di prodotti adatti a questo tipo di occasioni e non solo. Il risultato che si ottiene con questa tecnica è molto simile a quello che proviamo quando rispolveriamo la tovaglia bianca del corredo nei giorni di festa: un’emozione senza tempo per cui il valore è dato proprio dalla cura nel realizzarlo. Roberta, ideatrice del brand, utilizza solo materiali naturali come lino, cotone o canapa e colori all’acqua che resistono al lavaggio. Il risultato di questa lunga e accurata lavorazione è un tovagliato particolare che renderà la vostra tavola unica.

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QUALI ELEMENTI UTILIZZARE

Cosa dice il galateo in materia di preparazione della tavola?
Se fosse una cena formale le posate andrebbero sempre posizionate ai lati del piatto: a destra i coltelli con la lama rivolta verso l’interno, a sinistra le forchette in ordine di utilizzo (dall’esterno verso l’interno). I bicchieri andrebbero posizionati sulla metà destra del piatto alto: il bicchiere del vino sopra la punta del coltello e centrale quello dell’acqua. All’altezza dei bicchieri ma a sinistra andrebbe posizionato il piattino per il pane.
In una cena informale anche se la disposizione dei singoli elementi rimane invariata ciò potrebbe influenzare o compromettere lo spirito amichevole della serata. Anche per questo ho chiesto aiuto a Cristina: “le forchette dovrebbero essere una per ogni portata… in un’apparecchiatura tra amici direi di metterne due a tavola e, se si hanno, di cambiare quelle delle portate successive, altrimenti si fa con quello che si ha. Fra amici diciamo che è tutto concesso! Non è che ci siano delle regole più libere, ci si arrangia con quello che si ha. Quello che è importante di una cena è lo star bene assieme, non è tanto l’apparecchiatura o il cibo che c’è. È la condivisione“.

IL DOPO CENA

Tutti pensano che la cena si concluda con il dessert e invece no!
A questo punto della serata l’atmosfera è più calda (merito del vino?) e le pance piene. È il momento di ascoltare della buona musica e bere un digestivo, che preventivamente avevate messo in frigo. Ma non è tutto. Nella piacevole chiacchierata con Cristina è emerso un punto che, francamente, non ho mai tenuto in considerazione: “dopo caffè, dolce, amaro o ammazzacaffè, spesso non si offre nient’altro invece io direi di offrire un giro di acque toniche, acque rinfrescanti, dissetanti per finire la conversazione in leggerezza”.

E per finire? Un giro di acque toniche.

E per finire? Un giro di acque toniche.

Prima di andar via potete lasciare i vostri ospiti con un’ultima coccola. Se il tempo ve lo consente, pensate di dare loro un cadeau che ricordi un momento passato insieme oppure un oggetto fatto da voi che farà loro ricordare la bellissima serata trascorsa. Questo non è un dettaglio fondamentale perché tenete sempre a mente che

“gli ospiti vanno stupiti con la conversazione, con la capacità di farli interagire fra di loro e di creare sinergia, di essere empatici… è per quello che si fanno le cene!”

#stayspilla #staybonton

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